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ATTO QUARTO, SCENA QUINTA,

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ADAMO. Doue men fuggo ahi laffa, oue m'afcondo? Corri ne le mie braccia,

E chi ha infieme peccato

Sia da le fere infieme anco furanato.

EVA. Ahi ch' ogni scampo è fatto

Varco di morte, a chi di vita è indegno,
Pur di quell' antro in feno

Sommergiamoci Adamo.

ADAMO. Laffi partiro al fin, ma gia non partoro
Da l'Huomo le ruine, il duol mortale ;

EVA.

Strano cafo infelice, il rifo piange,
L'allegrezza fta mesta,

Hoggi la vita more.

Quanto m'affligo Adamo,

Ahi quanto piango ò Cielo,

Quanto fofpiro ò Dio, quanto m'accoro,
Nè fon viva, nè moro,

ADAMO. Ma quai ruggiti horrendi

L'aer fa rimbombar fremer le valli ?

MORTE. Tù pur fufti, ò vil Donna,
Che prima mi chiamafti

Con voce di peccato

Sin dal Tartareo ofcuro.

Tù tù putrida carne, e poca terra,

Quefto terribil moftro

D'offa

D'offa humane contesto

A rimirar le stelle hoggi chiamafti.
Hor, che vuoi? di? favella,
Stanca fè de la vita?

Ecco la falciatrice, ecco la falce
Che la luce à lafciar hoggi t'invita.
Gia con occhio lincèo

Scorgo mirando la futura etate

Ch'al mio nome, a queft' armi à l'empietate
Trofei s'ergon funesti.

Ma, che non finiran qui le ruine

Chà tè minaccia il Cielo; altre fuenture

T'appreft'anco l'Inferno,

Colme d'horror fi grande;

Ch'io che la Morte fono

Bramo morir, per non mirarle in volto:

Gia tu fe reo di morte,

Già tua ftanza è l'Inferno,

Fatto rubello al tuo Fattor fuperno.

ADAMO, Ahi lagrime, ahi dolore

Ahi crudo peccatore.

EVA. Ahi dolente, infelice

Eva gran peccatrice.

ADAMO. Ahi, che s'annera il Cielo, ahi che ne toglie
Com' indegni di luce ogni fua luce.

Ma qual tofto nel Ciel s'auuina, e more,
Fiamma, ch' abbaglia, e ferpeggiando fugge
Fatta ferpe di foco?

EYA,

EVA. Ahi, che fin non hauran quì del Ciel l'ire
Ne conuien pria morire.

.b..

ADAMO. Deh qual rimbombo là fù in alto afcolto?
Forfe con fimil voce

EVA.

Ne difcaccia dal Mondo, il Cielo irato,

E ne condanna de l' abiffo al fondo ?

Quante faette, ò quante

Atterran felue, e bofchi, ò quanti, ò quanti

Venti fremon per l'aria;

Quanto fcende dal Cielo

Humor converfo in groffe palle, in gielo.

Laffi noi, che da l'alto

Diluviano tant'acque,
Che trabboccano i riui,
E'n fuperbiti i fiumi
Van le belue fugando,
E di bofchi, e di felue

Gli humidi pefci habitator fi fanno.

ADAMO. Fuggiamo, ohimè fuggiamo

Dè monti à quelle cime

Où il Ciel sembra c'hoggi

Dal lungo fulminar ftanco s'appoggi.

The names of the perfons represented, are as follows:

INTERLOCUTORI.

PADRE ETERNO.

CHORO di SERAFINI, CHERUBINI, & ANGELI.

ARC

ARCANGELO MICAELE.

ADAMO.

EVA.

CHERUBINO cuftode d'ADAMO.

LUCIFERO.

SATHAN.

BELZEBU.

GLI SETTE PECCATI MORTALI.

MONDO.

CARNE.

FAME.

FATICA.

DISPERAZIONE.

MORTE.

VANAGLORIA.

SERPE.

VOLANO, meffaggiero infernale.

CHORO di FOLETTI.

CHORO di SPIRITI IGNEI, AEREI, ACQUATICI, & INFERNALI.

FINI S.

*44500/%

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